By |Categories: Ambiente, Sostenibilità|Last Updated: 16 Agosto 2026|

Buongiorno, anche oggi spero che stiate tutti bene. Io devo essere sincero con voi, il mese appena passato ha fatto davvero caldo. Diciamo che quest’anno la primavera sembra non essere nemmeno passata da vicino. Tutto ciò è stato anomalo e questa primavera “estiva” ha già presentato un conto salato all’agricoltura: 1,5 miliardi di euro di danni stimati. Ma la cosa che mi spaventa non è il caldo, ma l’inerzia. Parliamo di crisi climatica, di CO2, ma poi dimentichiamo la cementificazione che soffoca le nostre città e desertifica le nostre campagne. Abbiamo un bene come l’acqua non deve scivolare via; deve restare. Un suolo nudo può trattenere l’acqua, evitando inondazioni e siccità.

(Immagine generata da Google IA)

Per lavorare e fare leggi sul territorio, ma soprattutto vedere cosa è cambiato, ho avuto l’occasione a Freschissimo Fest a Carpi, di incontrare e intervistare Marco Bulgarelli, vicepresidente del Club Alpino Italiano (CAI). Con lui abbiamo esplorato il significato profondo di “fare la guardia” a un territorio. Non basta tracciare sentieri; bisogna essere testimoni e guardiani, come gli agricoltori sono custodi. Abbiamo analizzato come la flora, la fauna e i fiumi sono cambiati negli Appennini modenesi. Solo una buona conoscenza del territorio ci potrà portare a comprendere cosa deve essere fatto e come può essere modificato in modo corretto. Riscoprire il valore di entrare in punta di piedi nella natura, senza essere semplici turisti, e l’importanza di saper leggere il territorio. Se volete ascoltare l’intervista e approfondire l’argomento potete ascoltare la puntata di Ager Cultura, ovunque sentite i vostri podcast.

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